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COME LAVORIAMO

Lavorare come venditore in una vera squadra significa adottare un cambio di approccio che passa dall’individualismo spinto a modalità di condivisione e collaborazione a vantaggio di tutto il teamVAST & FAST è una famiglia. Questo porta numerosi vantaggi, aumenta la coesione e lo spirito di squadra. Lavorare assieme, con metodo, porta sicuramente a risultati veramente importanti.

 

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POLMONI SANI GRAZIE A EcoSystem

POLMONI SANI GRAZIE A EcoSystem

Molte persone vivono la loro vita con polmoni sani, ma poi incappano in problemi respiratori, mentre altri sono fumatori da oltre 45 anni, e non hanno alcun problema.

Vast & Fast ha la soluzione che garantisce un’aria sana in tutti gli ambienti più a rischio di infezione batteriologica. Come potrebbe succedere nelle cucine dei ristoranti, negli uffici, nelle sale molto affollate e nelle case private. Tutti questi ambienti sono soggetti a un’alta esposizione ai batteri, che sono fra le prime cause di infezione polmonare.

In un luogo chiuso possono ristagnare i fumi di scarico delle automobili anche se perfettamente ventilati. Inoltre EcoSystem non è solo un purificatore d’aria, agisce in profondità uccidendo ogni forma di batterio che possa essere dannosa per l’uomo, grazie al suopotere corrosivo che supera quello del cloro.

Vast & Fast presenta il sistema EcoSystem che purifica l’aria, purifica le superfici e i materiali all’interno della casa e inoltre è consigliato per purificare l’abitacolo dell’automobile per mantenere un alto standard d’igiene.

Eliminare inquinamento e batteri

 

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La muffa provoca…

Abbiamo visto che cos’è l muffa e come si manifesta, ma la cosa più importante da sapere è il rischio per la salute che essa può provocare.

LA MUFFA È TOSSICA!

 Tossica nel senso che può farti ammalare. Tramite le spore, rilascia tossine pericolose per la salute!La più pericolosa si chiama Strachybotryschartarum ed è quella classica con macchie nere verdognole.

La muffa in casa ha diverse conseguenze sulla salute, soprattutto per i bambini che, a seconda della durata e della quantità di spore inalate/ingerite, possono presentare diversi sintomi:

  • starnuti,
  • tosse,
  • naso che cola,
  • nausea,
  • vomito,
  • diarrea,
  • perdita di appetito,
  • attacchi d’asma,
  • dolore all’orecchio, ai muscoli, alle articolazioni

Le conseguenze di un’infezione da muffa, può portare anche a danni celebrali con perdita di concentrazione, perdita di memoria, cambiamenti di umore, depressione, sanguinamento del naso, dei polmoni o rettale ecc. Anche a livello medico è ormai risaputo che, la presenza di muffa tra le mura domestiche, produce effetti irritativi e nocivi sulle persone che vi abitano, con danni alla salute ed una riduzione delle difese immunitarie. In particolar modo, la muffa risulta dannosa nei confronti delle categorie maggiormente a rischio come: bambini, anziani, persone con deficit del sistema immunitario, persone affette da allergie o da patologie preesistenti. La muffa nei muri, tramite l’inalazione involontaria, agevolata in particolar modo dalla presenza di spore finissime che vengono diffuse nell’aria ed entrano a contatto con l’apparato respiratorio (gola, naso, polmoni e bronchi) comporta disturbi e malattie come ad esempio: asmasinusiti,bronchiti ed anche polmoniti croniche. Di fatto le patologie indotte dalla presenza di muffa che si sviluppa in casa, sono tendenzialmente più pericolose delle comuni affezioni stagionali (come allergie primaverili, ecc…) in quanto vengono mantenute costantemente attive per l’intero anno, 24 ore su 24.

Come gli altri allergeni indoor, quali acari e batteri, la presenza all’interno degli edifici delle spore prodotte dalla muffa ha comportato negli ultimi anni un crescente aumento dei casi di asma nei bambini e negli adolescenti. L’inalazione delle spore di Alternaria, ad esempio, rappresenta una causa dell’asma bronchiale, proprio in virtù delle sue ridottissime dimensioni. La concentrazione di spore fungine disperse in aria è, in genere, più elevata nelle ore notturne. La rilevazione di tale parametro viene effettuata con la stessa metodologia impiegata per i pollini. La dispersione delle spore dipende dalla loro dimensione e dalle condizioni ambientali (temperatura, umidità e ventilazione). 

Cause e Sintomi

Le spore delle muffe, dopo essere state inalate, vengono a contatto con le strutture del sistema immunitario e attivano una risposta di ipersensibilità, mediata da una particolare classe di anticorpi: le Immunoglobuline di classe E. In fase diagnostica, le IgE possono essere ricercate e dosate nel siero del paziente per confermare la sensibilizzazione allergica.
L’allergia alle muffe si manifesta con gli stessi segni e sintomi che si verificano in altri tipi di allergie respiratorie:

In alcune persone, l’esposizione ad alcune muffe può innescare i sintomi tipici dell’asma:

sintomi dell’allergia alle muffe variano da persona a persona e possono presentarsi in forma lieve o grave. Si possono avere manifestazioni durante tutto l’anno o solo in determinati periodi, quando il tempo è umido o in particolari ambienti in cui sono presenti alte concentrazioni di allergeni. Le muffe sono molto comuni sia in ambienti interni, che esterni, ma solo alcune sono in grado di provocare una reazione allergica. Essere allergici a un tipo di muffa non significa necessariamente essere sensibili ad un altro tipo di allergene.

Complicazioni

In generale la muffa non causa infezioni sistemiche: le persone più suscettibili a tale complicanza hanno un sistema immunitario compromesso (pazienti con HIV/AIDS, neoplasie o in terapia con farmaci immunosoppressori). La sinusite fungina allergica deriva da una reazione infiammatoria dei seni paranasali, spesso dovuta all’insediamento ed alla proliferazione dell’Aspergillus. L’aspergillosi broncopolmonare allergica si manifesta in seguito ad una reazione immunitaria nel lume bronchiale contro l’Aspergillus fumigatus, soprattutto in soggetti con asma o fibrosi cistica. Infine, le spore fungine possono essere causa di una rara condizione che si verifica dopo aver inalato le particelle responsabili della malattia: la polmonite da ipersensibilità, anche conosciuta come alveolite allergica. La polmonite da ipersensibilità è considerata una malattia professionale e può occorrere in coloro che, per motivi professionali, sono esposti a spore fungine o ad altri antigeni di origine vegetale o animale, oppure a particolari sostanze chimiche.

Fattori di rischio

  • Predisposizione familiare ad allergie e/o asma bronchiale;
  • Attività professionale: agricoltori, allevatori di bestiame a contatto con il fieno, coltivatori di funghi, carpentieri, addetti al lavaggio e alla spazzolatura dei formaggi o alla riparazione dei mobili ecc.;
  • Alto tasso di umidità (superiore al 50%) e con una scarsa ventilazione dell’ambiente domestico: le condizioni ideali per la crescita di muffe sono locali umidi, come bagni, cucine e cantine.

Prevenzione

Le seguenti operazioni possono aiutare a ridurre la crescita di muffa all’interno dell’abitazione:

  • Evitare di stendere i panni dentro casa.
  • Ventilare adeguatamente i locali della casa, in particolare bagno e cucina, ed evitare la formazione di eccessiva umidità.
  • Non eccedere con le piante ornamentali.
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Stendere dentro causa…

Innanzitutto cos’è la muffa?

Le muffe sono un tipo di funghi pluricellulari, capaci di ricoprire alcune superfici sotto forma di spugnosi miceli e solitamente si riproducono per mezzo di spore. Per quanto riguarda le abitizioni, la muffa si presenta in determinate e favorevoli condizioni di umidità e di temperatura. Trova il suo ambiente con una temperatura intorno ai 13-16° C, localizzandosi solitamente in alcuni angoli, dietro ad alcuni mobili o lungo i pavimenti. Si identifica sottoforma di puntini neri che si possono togliere con uno straccio imbevuto di candeggina ma non eliminando a fondo il problema.  Ricordiamo,infatti,che come tutti i funghi (compresi quelli che si mangiano) la muffa si diffonde tramite le spore che vengono rilasciate nell’ambiente. È  in grado di resistere anche a condizioni difficili e di colonizzare diverse superfici: in casa, i muri, i tessuti e le superfici in legno. Negli ambienti domestici quelle più diffuse sono l’Alternaria, più di frequente presente in bagno o in cucina dove ci sono getti d’acqua (docce e lavandini), l’Aspergillus, il Cladosporium, più su tessuti e legno e il Penicillium.

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Da dove possono arrivare queste muffe?

Alcune muffe, come l’Alternaria e il Cladosporium, sono presenti sul terreno in quanto coinvolte nei processi di decomposizione di foglie, piante o frutti e inducono sensibilizzazioni allergiche.  Altre muffe,invece, sono presenti tutto l’anno specialmente in ambienti umidi e poco ventilati, come l’Aspergillus e il Pennicillum che possono invadere carte da parati, filtri di condizionatori e umidificatori d’aria. Un’ abitudine domestica molto diffusa è lo stendere e asciugare la biancheria in casa soprattutto durante i mesi invernali con temperature molto fredde e giorni piovosi. Se non si dispone di una asciugatrice elettrica o a gas in casa, l’unica alternativa possibile infatti per avere vestiti puliti è proprio quella di stenderli in casa e magari approfittare del calore dei termosifoni. Niente di più sbagliato. In realtà si tratta di una soluzione molto dannosa.  Secondo una ricerca condotta dal professor David Denniga del National Aspergillosis Center di Manchester, in Inghilterra, l’acqua contenuta nei panni ancora bagnati che vengono stesi in casa è fonte di tante controindicazioni molto pericolose per il benessere degli individui ma anche per la casa stessa. A destare molta preoccupazione è il fatto che questa pratica apparentemente innocua sia una delle cause possibili della proliferazione di un ceppo batterico, denominato fungo Aspergillus Fumigatus.Una lavatrice media di panni bagnati, secondo gli studi elaborati dal professor Danning, corrisponde a quasi due litri di acqua. In una stanza di medie dimensioni quest’acqua si disperde evaporando ed è così che stimola la proliferazione del fungo garantendone le condizioni di sopravvivenza.                                                                                     

In sintesi, la muffa sui muri si forma per almeno 6 motivi:

  1. Muri freddi rivolti all’esterno e pilastri in cemento armato non perfettamente isolati.
  2. Umidità di risalita in stanze al piano terra o seminterrati.
  3. Biancheria umida messa ad asciugare all’interno specialmente nella stagione fredda.
  4. Eccesso di acqua nelle piante che tieni in casa.
  5. Eccessivo isolamento della stanza (ad esempio nuovi serramenti a doppio e triplo vetro ad isolamento totale).
  6. Vapore acqueo prodotto dall’uomo che va a depositarsi sulle pareti (ogni adulto ne produce circa tre litri al giorno). Logicamente non vi chiedo di non respirare per combattere la muffa dai muri.

 

Gli acari (Dermatophagoides spp) sono simili ai ragni (artropodi, classe: aracnidi) di dimensioni microscopiche (circa 250-400 micron, un quarto di millimetro) con un elevato potere allergizzante. Vivono circa 3 mesi e in condizioni favorevoli si riproducono molto facilmente. Le femmine, infatti, possono deporre un uovo al giorno. Non tutti gli acari però sono uguali e non tutti causano una reazione allergica. Vi sono acari assolutamente innocui, altri che invece liberano delle sostanze allergizzanti molto irritanti per l’uomo. Vivono e proliferano prevalentemente negli indumenti che indossiamo quotidianamente e nella biancheria della casa. Le nostre case sono il loro luogo ideale.

Gli acari fanno grande festa nella stagione fredda, in special modo se asciughiamo i panni sugli stendini e sui termosifoni: il clima caldo e umido favorisce a dismisura la loro proliferazione.

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Gli acari provocano…

Fin dal 1921 si ipotizzò che la polvere potesse contenere allergeni in grado di scatenare episodi di asma, sinusite e altri problemi respiratori. Solo più di recente è stata identificata l’origine di questi allergeni: gli acari della polvere, o meglio, il prodotto enzimatico della digestione della polvere. Gli acari della polvere si nutrono dei residui organici presenti in ambiente domestico.

L’allergia agli acari della polvere è una delle forme allergiche più importanti e diffuse nei paesi occidentali. Il responsabile è un microscopico artropode (Dermatophagoides pteronissinus e farinae), ampiamente diffuso nell’ambiente ed in grado di provocare, nei soggetti sensibili, una potente reazione immunitaria (definita spesso erroneamente “allergia alla polvere”).

Gli acari sono responsabili di circa il 75% delle allergie respiratorie e disturbi in qualsiasi momento dell’anno.

L’inalazione delle loro feci e dei resti degli acari morti può produrre disturbi respiratori (tipo asma o rinite).
In alcuni casi compaiono anche arrossamenti o gonfiore agli occhi, lacrimazione, fastidio alla luce, senso di generale di malessere, debolezza e anche stati di ansia.
Come se non bastasse, gli allergeni causano il rilascio di istamina che genera congestione nasale, gonfiore e irritazione delle vie respiratorie superiori.
I sintomi dell’allergia agli acari della polvere possono comparire anche simultaneamente, oppure in fasi successive.

Sintomi associati ad asma e difficoltà respiratorie:                                                                                                                                                                    

  • oppressione toracica;                                                                                                                                                                                                        
  • respirazione sibilante (fischio udito in fase di espirazione);                                                                                                                                                
  • tosse secca;                                                                                                                                                                                                                        
  • disturbi del sonno a causa della mancanza di respiro, tosse o dispnea;                                                                                                                            
  • difficoltà di respirazione (soprattutto durante il sonno o in fase di sforzo fisico).

In alcuni casi, l’allergia agli acari può provocare:

  • arrossamento cutaneo e prurito a livello del viso e del cuoio capelluto.
  • eczema atopico, arrossamento, eruzioni cutanee;

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I peluches purtroppo trattengono acari e polveri causando molti problemi ai bimbi

Sintomi causati da infiammazione delle vie nasali:

  • congiuntivite: lacrimazione, arrossamento, prurito, gonfiore e irritazione agli occhi;
  • prurito al naso, al palato o alla gola.
  • rinite: ostruzione nasale, starnuti(in rapida successione), naso che cola (rinorrea);

I disturbi del sonno e lo stato di affaticamento permanente, causati dall’allergia agli acari, influenzano negativamente le attività di tutti i giorni, professionali e scolastiche, incidendo negativamente sulla qualità della vita.

Per migliorare la salute in casa è fondamentale igienizzare a fondo i capi che indossi quotidianamente e tutta la tua biancheria.

Come distinguere l’allergia agli acari della polvere da un normale raffreddore? Alcuni segni e sintomi dell’allergia sono piuttosto simili a quelli di un comune raffreddore. L’inverno è un periodo dell’anno in cui la comparsa della sintomatologia può indurre confusione nel soggetto allergico.

Alcuni semplici fattori, che contribuiscono a distinguere una rinite allergica da un’affezione virale delle vie aeree, sono:

  • La persistenza prolungata dei sintomi: un raffreddore non dura diverse settimane;
  • I sintomi diventano più evidenti in particolari situazioni (esempio: permanenza in ambienti non opportunamente aerati).
  • Il sospetto che sia in atto una reazione allergica può essere confermata mediante visita medica, eseguendo test cutanei e gli esami del sangue.

Cosa può peggiorare i sintomi?

  • Scarsa ventilazione degli ambienti;
  • Alto tasso di umidità:  aumenta se si stendono i panni bagnati dentro casa;
  • Alte temperature (superiori ai 20-21°C);
  • Inquinamento dell’aria (fumo di tabacco o gas prodotti dall’auto);

Considerazioni finali

L’allergia agli acari della polvere rappresenta indubbiamente una patologia di rilievo, soprattutto per le reazioni che provoca a livello delle vie respiratoria. Fortunatamente esistono molteplici possibilità per prevenire e ridurre l’esposizione agli allergeni. 

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Stendere fuori causa…

Il termine smog è nato negli anni ‘50 dalla fusione di smoke e fog per descrivere l’atmosfera invernale di Londra, in cui la nebbia si mescolava ai fumi derivanti dall’estensivo uso di carbone, sia per scopi industriali che per il riscaldamento domestico.

Si possono tuttavia distinguere due tipi di smog con caratteristiche differenti:, essi sono chiamati, rispettivamente, smog tipo Londra (o classico) e smog tipo Los Angeles (o fotochimico) dal nome delle città in cui questi tipi di smog si sono presentati in maniera caratteristica.

 

LO SMOG CLASSICO

Lo smog classico è dovuto all’azione di biossido di zolfo e particolato nelle ore prossime all’alba in condizioni di bassa insolazione, bassa velocità del vento, temperatura prossima a 0°C (stagione autunnale ed invernale).

Esso si forma per il ristagno nell’atmosfera delle particelle solide e dell’anidride solforosa prodotti dalla combustione, a seguito di condizioni meteorologiche favorevoli all’instaurarsi dei fenomeni di inversione termica.

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LO SMOG FOTOCHIMICO

 Lo smog fotochimico è dovuto, invece, all’azione di ossidi di azoto (NOx), ossido di carbonio (NO), ozono (O3) ed altri composti organici volatili sotto l’azione della radiazione solare.

Lo smog fotochimico si verifica in estate nelle ore centrali della giornata in presenza di alta insolazione, bassa velocità del vento, temperatura superiore a 18°C.

Per l’innesco di un processo di smog fotochimico è necessaria la presenza di luce solare, ossidi di azoto e composti organici volatili, inoltre, il processo è favorito dalla temperatura atmosferica elevata. 

Rispetto allo smog classico, quello fotochimico è caratterizzato da un’attività chimica molto più intensa e presenta una complessa catena di reazioni che hanno luogo sotto l’effetto della luce.

Questo tipo di inquinamento rappresenta un problema per la salute dell’uomo, degli animali e delle piante. Infatti, queste ultime, avendo un organo come quello fogliare con un rapporto superficie/volume molto elevato, assorbono, attraverso le aperture stomatiche, una ingente quantità di inquinanti gassosi.

Comunque, nonostante il gran numero di sostanze chimiche pericolose presenti, lo smog fotochimico non ha provocato effetti acuti così drammatici come lo smog classico che, durante gli episodi più gravi, ha causato migliaia di morti in eccesso rispetto ai valori normali. I principali effetti dello smog fotochimico sono una forte irritazione agli occhi e difficoltà nella respirazione.

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Per quanto riguarda i panni, d’inverno finiscono di seccare su stendini posizionati accanto ad un termosifone mentre d’estate è più facile cedere alla tentazione di stenderli sul balcone per vederli asciutti nel giro di qualche ora.

Entrambi i metodi di asciugatura, nascondono però delle insidie : il primo, la possibilità che i capi sviluppino muffe poco salutari e cattivo odore che si diffonde anche in casa, il secondo, problemi di igiene e cura, dovuti allo smog che imperversa all’esterno, agli escrementi dei piccioni, ai raggi solari troppo intensi che possono scolorire i tessuti.

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Lo smog provoca…

Smog e inquinamento, le loro conseguenze sulla salute sono sempre più gravi e colpiscono soprattutto i bambini. Le malattie causate dallo smog nei bambini sono purtroppo un fenomeno in crescita, anche in Italia, a partire dalle allergie respiratorie, fino alle irritazioni oculari.

Asma infantile

Asma infantile, per i bambini lo smog incide come il fumo passivo. Dietro l’aumento dei casi di asma infantile nel corso degli ultimi anni potrebbe nascondersi l’inquinamento. Dopo aver monitorato l’incidenza dell’asma in dieci città europee, gli scienziati hanno scoperto che l’esposizione allo smog ha più o meno gli stessi effetti di quella al fumo passivo. Secondo una recente ricerca, il 14% dei casi di asma infantile cronica è provocata dall’esposizione all’inquinamento causato dal traffico cittadino.

Cancro al polmone

La preoccupazione maggiore è che le gravi malattie polmonari causate dall’inquinamento colpiscono persone sempre più giovani, arrivando anche ai bambini.

Congiuntiviti e allergie agli occhi

Lo smog e l’inquinamento urbano possono provocare gravi malattie agli occhi dei bambini. Uno studio condotto di recente su bambini tra 1 e 12 anni residenti a Milano ha evidenziato che il 42% dei piccoli pazienti soffre di rossore e prurito, dolori, lacrimazioni e secrezioni oculari. Si tratta di sintomi provocati proprio dallo smog e dall’inquinamento. Gli esperti parlano già di una nuova entità clinica definita Urban Eye Allergy, un’allergia agli occhi che colpisce i bambini che vivono in città per via dell’elevato tasso di inquinamento.

Malattie respiratorie

Le malattie respiratorie sono in aumento a causa dell’inquinamento, dello smog e dei cambiamenti climatici. Possono colpire tutti, a partire dai pazienti più deboli, tra cui troviamo anche i bambini, soprattutto se sono già soggetti a episodi di rinite allergica. Tra le malattie respiratorie provocate dall’inquinamento gli esperti inseriscono la BPCO, broncopneunopatia cronica ostruttiva e l’aggravamento dei sintomi di influenza, raffreddore, asma, bronchite e tonsillite.

 

Lo smog nelle città italiane

Il problema dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane non deve essere preso alla leggera. I dati sono piuttosto allarmanti, tanto che immediatamente sono stati presi provvedimenti per limitare il traffico, soprattutto nelle città più inquinate come Torino, Milano e Frosinone.

 

Il giornale “il mattino di Padova” tratta la tematica proprio in questo articolo.

 

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Nei primi mesi del 2017 Padova è stata la quarta città più inquinata d’Italia. Ed è già un bene che non sia la prima. Viene superata infatti da Torino, Frosinone e Cremona. In Veneto però non ci facciamo mancare il primato, anche se siamo appaiati a Vicenza. Almeno secondo i dati diffusi da Legambiente, che sottolinea come anche quest’anno l’Italia rischia la procedura di infrazione dell’Unione europea per lo smog, con una multa fino a un miliardo di euro. E avverte: «Il problema preoccupa moltissimo gli elettori: i candidati sindaco se ne occupino seriamente».

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